Intervistiamo Christian: preso a sassate perché gay, a Castelfiorentino

Comune di Castelfiorentino, ore 20:30 circa. Christian, 27 anni, come tutte le sere arriva al binario 2 col treno da Siena. E come tutte le sere prende il passaggio che affianca i binari per tornare a casa da lavoro. Sceso dal treno però sei ragazzini hanno iniziato a fissarlo, seduti su una panchina, ridacchiando tra di loro. Christian, assorto in una telefonata, non dà loro importanza finché non scorge, con la coda dell’occhio, uno di questi scendere sui binari per prendere delle pietre.

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Pochi secondi. Sono bastati pochi secondi per rendere Christian il bersaglio di quelle pietre, lanciate con rabbia e disprezzo, ma soprattutto con tutta l’ignoranza che si possa riversare su qualcuno solo perché apparentemente “diverso”. Ma diverso da chi? Ancora con questo dover per forza selezionare ed etichettare la gente, all’alba del 2016? Una storia come tante, insomma, fatta di discriminazione “per colpa” di un orientamento sessuale, a detta dell’interessato, chiaro e palese. E allora?

Per fortuna il ragazzo era già abbastanza lontano per essere colpito, riuscendo così a scappare, ma l’accaduto ovviamente l’ha scosso e non poco. Dopo aver denunciato il fatto telefonicamente ai carabinieri, decide così di sfogare tutta la sua rabbia in un post su Facebook che, inevitabilmente, fa il giro delle bacheche della zona. Non manca una critica anche all’amministrazione: “Però tolleranza zero anche nei confronti dell’amministrazione comunale che ancora oggi, dopo svariate e svariate segnalazioni fatte anche dal sottoscritto, non ha risolto la questione sicurezza alla stazione. Vorrei sapere, cosa aspettate!? Che qualcuno si faccia male!?”.

Il sindaco Alessio Falorni ha contattato subito il ragazzo per accompagnarlo personalmente, il giorno dopo l’accaduto, dai carabinieri a sporgere denuncia. Nonostante sia quasi impossibile identificare i ragazzi, ho deciso di dare spazio all’accaduto affinché possa essere di esempio. Ho voluto, anche, non soffermarmi sul dettaglio esplicito che Christian sia gay, semplicemente perché qualunque sia il motivo, è da imbecilli emarginare una persona ancora oggi in base alla sua apparente diversità. Ecco allora cosa Christian ha voluto insegnarci.

Caro Christian, ho scritto sempre in difesa dei diritti LGBT e di storie di “bullismo” ne ho conosciute tante. Credi che una realtà piccola come quella dei nostri paesi di provincia amplifichi la discriminazione?
- Assolutamente sì, il fatto di vivere in un piccolo paese influisce molto. Manca l’educazione, la cultura. Mancano tante cose alle basi, ma non tutti sono così… Ho ricevuto centinaia di messaggi di solidarietà. Oltre a dire a chi è vittima di denunciare, spero che denunci anche che chi partecipa ad un atto di violenza.

Posso chiederti, a livello emotivo, come ti sei sentito? Cosa ti fa più rabbia?
- A livello emotivo in quel momento mi sono sentivo piccolo, impotente, impaurito e deluso del genere umano. Ma oggi mi sento fiero e forte.

Può sembrare una domanda idiota, ma il supporto di una famiglia non è scontato… Senza entrare nella tua vita privata, posso chiederti come la tua famiglia ha reagito a ciò che ti è successo? Puoi dare un consiglio a genitori o amici di chi ha vissuto una discriminazione, di qualunque tipo?
- Tutta la mia famiglia, mamma, sorelle e fratelli, sono stati solidali, mi sostengono e sono fieri di me. Vorrei che tutti i genitori vedano nei loro figli la speranza e il futuro, soprattutto che diano le giuste basi per far sì che questi episodi non accadano più. E ai genitori di figli gay o lesbiche o trans, vorrei dire che i figli sono i figli, da difendere e amare sempre e comunque.

È la prima volta che ti è capitato un episodio così brutto e “chiaro” di discriminazione?
- Così chiaro di discriminazione non era mai successo. Ma offese sì: frocio, finocchio, ricchione… Le solite insomma. Che poi, cioè, il mio orientamento sessuale è chiaro: perché devi sottolinearlo in questo modo? Ormai si vive di stereotipi!

Quale messaggio vorresti lanciare?
- Vorrei invitare chiunque sia vittima di qualsiasi tipo di violenza a denunciare, perché la libertà è l’arma contro l’ignoranza. L’ignoranza arma le menti. La forza di tutti deve dare speranza. Speranza di poter vivere in un mondo migliore.

iacopo melio profiloIacopo Melio

Fondatore di “Vorrei Prendere il Treno”Clicca qui per saperne di più

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