La guerra mondiale a pezzi

Bergoglio ha chiamato questo periodo storico che stiamo vivendo “Guerra mondiale a pezzi”.

Anche il nostro giornale vi ha più volte messo in guardia riguardo a quello che sta succedendo.

I due schieramenti sono ben definiti: da una parte gli Stati Uniti, gli stati europei, gli arabi sunniti e la Turchia, dall’altra parte la Cina, la Russia, l’Iran e la Corea del Nord.

Si tratta di uno scacchiere complessissimo, fatto di alleanze a pezzi, fatto di condizioni a pezzi, tutto spezzettato ma nello stesso tempo collegato, come succede alle tessere di un mosaico.

Questi due blocchi somigliano molto a quelli esistenti durante la cosiddetta “guerra fredda”. Ma – rispetto a quel periodo – le condizioni economiche, militari e sociali sono cambiate, rendendo la situazione più costellata rispetto a quella di prima.

obama xiI due blocchi – difatti – sono interdipendenti, e la condizione primaria è quella economica. Infatti gli Stati Uniti d’America non sono più la prima potenza economica del mondo: ma il debito pubblico degli Stati Uniti d’America è stato acquistato dalla Cina, e dunque il potere orientale ha una maggiore influenza rispetto a quello americano da questo punto di vista. Se la Cina, infatti, decidesse di chiudere all’America i cordoni della borsa, vivremmo una crisi economica molto più reale, quasi terribile, rispetto a quella precedente o attuale.

I problemi all’interno della nostra società occidentale sono molteplici: non solo gli Stati Uniti dipendono dalla Cina in termini economici, ma gli stati europei dipendono sia dall’America sia l’uno dall’altro, e forse questo è ancora più complicato.

Come ho già spiegato in un editoriale precedente, la presenza dell’euro è da un lato una benedizione, perché permette a ciascuno stato di farsi aiutare dall’altro, ma è contemporaneamente un problema: perché gli stati europei sono uno indipendente dall’altro, e – come stiamo vedendo – faticano a mettersi d’accordo su quella moneta che hanno in comune. Gli stati europei sono come dei divorziati: uno indipendente dall’altro, ma oramai devono gestire un figlio – l’euro – che da un lato è una benedizione, dall’altro una questione delicatissima.

Dunque dal punto di vista economico stiamo boccheggiando perché dobbiamo far fronte a questo sistema: che riguarda sia gli Stati Uniti debitori della Cina, sia gli stati europei debitori degli Stati Uniti e tra se stessi.

Gli unici soldi freschi arrivano dagli arabi sunniti che investono quaggiù. Dagli Emirati Arabi, dal Qatar. Ma – contemporaneamente – noi paghiamo all’Arabia Saudita il denaro che serve per comprare il petrolio.

Questo blocco – che ripeto è formato dagli Stati Uniti, gli stati europei, gli arabi sunniti e la Turchia – rischia così di farsi male.

Vladimir Putin pays official visit to People's Republic of ChinaDall’altro lato – infatti – stanno molto meglio. E’ una bufala mondiale la voce secondo la quale la Cina vive problemi economici. Come abbiamo già scritto su questo giornale, la Cina sta continuando a crescere alla grande, il fatto che negli ultimi mesi stia crescendo meno è un fattore di stabilità E NON decrescita!

E il grande alleato della Cina, vale a dire la Russia, è sempre più sicuro di sé grazie alla solidissima leadership del suo presidente Vladimir Putin. La grande spada di Damocle cinese (possedere il debito americano) è accompagnata dalla grande spada di Damocle russa: possedere il gas, con cui vengono irrorate le case dei cittadini europei, comprese le nostre case italiane.

Il terzo alleato dell’altro lato è invece l’Iran: l’unica potenza orientale “sciita”, cioè in contrapposizione con tutti gli altri arabi amici degli americani. Quell’Iran che sta sviluppando l’arma nucleare, quell’Iran che – finito il tempo delle sanzioni – diventa ora un player finanziario d’importanza gigantesca.

Il poker d’assi è completato dalla Corea del Nord. Che sta sviluppando l’arma nucleare.

scatola nera 1812Nelle fotografie precedenti abbiamo visto prima Obama col “nemico” cinese Xi, poi Putin con “l’amico” cinese Xi.

Ora siamo in un momento cruciale, un momento in cui dobbiamo assolutamente superare questa fase. Ricordiamo che all’ONU – l’unica istituzione che il mondo intero riconosce come ufficialmente globale – il diritto di veto, cioè il potere vero, è detenuto da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina. Se dunque non v’è un accordo tra gli uni e gli altri si può giungere alla continua salita delle tensioni, quella salita delle tensioni che – in Siria – ci fa giungere vicini a una vera e propria escalation militare.

Quando tutte queste persone parlano di “terrorismo”, lo fanno per non far capire a voi, al popolo, che il vero problema è quello che vi ho finora descritto. Né gli Stati Uniti né i russi stanno bombardando i terroristi, ma dicono a nuora perché suocera intenda.

Queste persone di potere hanno naturalmente un problema ulteriore: quello di tenere a bada i rispettivi popoli. Americani ed europei combattono contro cinesi e russi ma, nello stesso tempo, contro i rispettivi popoli. L’America deve fare in modo che il proprio popolo non si ribelli, la Gran Bretagna deve fare in modo che il proprio popolo non si ribelli (o voti Farage), la Francia deve fare in modo che il proprio popolo non si ribelli (o voti Le Pen), l’Italia deve fare in modo che il proprio popolo non si ribelli (o voti Grillo). La paura nei confronti del terrorismo contribuisce a far sì che il popolo – spaventato dai terroristi – non si ribelli. E’ per questo che vengono continuamente citati questi terroristi. E qualcuno dice che gli attentati terroristici vengano commissionati ad hoc dagli uomini di potere… proprio per questo.

siria (6)In Siria, in Iraq, in Libia, in Egitto (Regeni stava scoprendo cose come quelle che vi stiamo dicendo…?), in Yemen, ci sono i campi di battaglia in cui si combatte questa “guerra mondiale a pezzi”. Gli Stati Uniti, gli stati europei, gli arabi sunniti e la Turchia vogliono conquistare questi territori (e a volte lottano uno contro l’altro, vedi le reciproche antipatie tra Germania e Italia…), e riprendere in mano il controllo della propria economia, mentre dall’altro lato Russia e Iran si sono alleati col dittatore Assad per avere loro il controllo.

E’ chiaro che tali tensioni ci saranno sempre. A meno che non prevalesse la misericordia di cui parla Bergoglio… ma questa ipotesi mi pare lontana. O a meno che non prevalesse un problema climatico su larga scala… ma pure questa ipotesi resta lontana.

Più praticabile, in questo momento, è pensare a degli uomini di buona volontà che riescano a parlarsi e impostare trattative win win. Cioè trattative che convengono a entrambe le parti che sono in causa. Ci vorrebbe un presidente degli Stati Uniti capace di trattare coi cinesi e con Putin, ci vorrebbero dei presidenti europei capaci di trovare un accordo tra loro e con gli altri. E nello stesso tempo di trattare con ragionevolezza i bollenti (ma non più di tanto…) spiriti dei rispettivi popoli.

A me Renzi piace quando fa la voce grossa con gli europei, piace meno quando fa coprire le statue impaurito dall’iraniano.

Ma la vera chiave sarà il successore americano di un Obama troppo buono.

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Salvatore Todaro

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