Chi sono i mandanti di questi attentati…?

belgioCari lettori abbiamo assistito al secondo evento terroristico della Stagione: dopo la strage di Parigi del 13 Novembre 2015, ecco la strage di Bruxelles del 22 Marzo. Sono date che non dimenticheremo presto, che non possono passare come solite notizie di giornata, che hanno caratterizzato le nostre bacheche di Facebook, tanti nostri sentimenti e in un modo a tratti giusto e a tratti sbavato, a tratti giudizioso e a tratti disinformato.

Cerchiamo di fare il punto della situazione su cosa è successo: ci sono stati due attentati nel giro di un’ora, e sono avvenuti uno all’aeroporto centrale di Bruxelles, l’altro in una delle fermate più centrali della metropolitana di Bruxelles. Sono morte in tutto 34 persone, divise tra il primo e il secondo attentato, e ci sono state in tutto 200 persone ferite: cento all’aeroporto e cento alla metropolitana.

La domanda è: chi è stato?

Gli esecutori materiali della prima parte sono stati degli operatori kamikaze (cioè personaggi che si fanno esplodere morendo anch’essi nell’attentato da essi stessi acceso), mentre la seconda parte (cioè l’attentato della metropolitana) è stato svolto da un commando specializzato.

Andiamo più a fondo, però: chi è il mandante dell’attentato?

Ed è su questo – cari lettori – che adesso noi focalizzeremo l’attenzione. Perché noi siamo giornalisti seri, voi siete lettori seri, e dunque tutti quanti abbiamo interesse a capirci qualcosa.

Alla madre di tutte le domande – “chi è il mandante dell’attentato…?” – voi rispondete: l’ISIS.

isisMa vi accontentate di ritenere plausibile che un gruppo terroristico fatto da quattro squilibrati sia in grado alle otto del mattino di scardinare i servizi segreti e l’apparato militare di un Belgio che doveva essere già pronto a questo evento…?

E non solo: ma d’irriderlo a tal punto da commettere alle nove del mattino un secondo attentato (quello della metropolitana) che – se lo si fosse voluto – si sarebbe potuto evitare semplicemente con l’attuazione della procedura d’emergenza di “attentato in corso”, in base alla quale NON si sarebbe potuto andare in metro a un’ora dopo dal primo attentato?

Se vi accontentate di ritenere plausibile che sia successo questo, non proseguite questo articolo.

Altrimenti proseguitelo.

Dunque, cari lettori seri che state proseguendo la lettura di questo articolo, quanto accaduto martedì, 22 Marzo NON si può assolutamente ritenere l’opera di quattro squilibrati che si fanno saltare in aria. E NON c’entrano niente i musulmani. E NON c’entrano niente i migranti. E NON c’entrano niente questo genere di approcci.

affari interni ueGli operatori kamikaze che hanno compiuto l’attentato in aeroporto, e gli operatori del commando che hanno compiuto l’attentato in metropolitana, sono gli esecutori materiali di una strage voluta da ben altro mandante.

Le caratteristiche di questo mandante sono ben diverse da quello del santone di moschea: le caratteristiche di questo mandante hanno a che fare con la strategia militare, hanno a che fare con la conoscenza perfetta delle informazioni d’intelligence, hanno a che fare con la possibilità concreta di superare qualunque varco di sicurezza, hanno a che fare col potere di controllare i mezzi di comunicazione.

È il Potere ad aver commissionato la strage di Bruxelles.

Chi controlla il Potere, chi controlla i segreti, chi controlla ricchezze, chi controlla equilibri geopolitici, chi controlla scambi d’informazioni ha commissionato la strage di Bruxelles trovando nei kamikaze e nei commando di cui sopra l’esecutore materiale migliore in circolazione. Un tempo il Potere si serviva delle Brigate Rosse o di quelle Nere, oggi di quelle Arabe.

Il Potere – come abbiamo descritto ripetutamente negli editoriali precedenti e in diversi approfondimenti – è costituito da gruppi di veto che hanno le caratteristiche appena enunciate.

Air Show in RadomPerché il Potere ha commissionato questo spargimento di sangue?

Di sicuro perché non poteva fare altrimenti.

E non poteva fare altrimenti perché – alla vigilia della primavera-estate che chiuderà questa sofferta Stagione 2015/2016 – era necessario attuare diverse linee-guida:

- era necessario che i due blocchi che si contendono la conquista del Potere (vale a dire Stati Uniti, Paesi Europei, Turchia e Arabi Sunniti da un lato, Russia, Cina e Arabi Sciiti dall’altro) si ritrovassero a ragionare in via definitiva sulla propria rispettiva responsabilità e forza;

- era necessario che le opinioni pubbliche occidentali venissero violentemente scosse da un evento del genere in modo che si affidassero alla politica tradizionale anziché alle alternative, in modo che venissero inconsciamente direzionate verso Clinton e non Trump, verso Renzi e non Grillo, verso Hollande e non Le Pen, verso Merkel e non quegli altri, verso Cameron e non quegli altri ancora etc.). Perché il popolo – per quanto arrabbiato e attratto dagli oppositori – va verso “la sicurezza” nei momenti di paura;

- era necessario che, sempre nel nome della “sicurezza”, le opinioni pubbliche occidentali accettassero ancora più di prima di essere controllate, di essere tracciate, stessero più dalla parte dell’FBI che dalla parte di Apple, considerassero plausibile anche la chiusura delle frontiere tra paesi europei (visto che i paesi europei vogliono chiuderle). I leader che hanno parlato non hanno fatto altro che affermare “Vogliono toglierci la libertà…”;

- era necessario che le opinioni pubbliche occidentali aumentassero il proprio disprezzo nei confronti del diverso, del migrante, del proveniente da terre straniere: in modo che si dividessero al proprio interno, si dessero la colpa l’un l’altro e, in questo modo, diventassero ancora più deboli nei confronti del Potere stesso (e considerassero plausibile la chiusura delle frontiere);

- era necessario che le opinioni pubbliche occidentali si affezionassero un po’ a questa idea d’Europa così tanto in difficoltà. E oggi – di fronte agli attacchi alla capitale dell’Europa – ci sentiamo tutti un po’ più favorevoli alla chiusura delle frontiere, ma… un po’ più “europei”.

bruxelles-atomiumSi è scelta la settimana delle amichevoli delle Nazionali (come a Novembre in occasione del Bataclan). Scartata come data una settimana della Champions League, meglio appunto non scomodare gli equilibri del grande calcio. Vi sembrerà cinico ma è così, ed è per questo che attentati del genere li ritrovate sempre in momenti chiave ben selezionati.

E così, nella notte del 22 Marzo, chi doveva entrare all’aeroporto di Bruxelles vi è stato fatto entrare, vi è stato fatto impiantare con le armi da noi opportunamente prodotte, procurate, finanziate, potenziate, vi è stato fatto calcolare ogni dettaglio così come in metropolitana. Tutti pronti e poi, alle otto, si parte. Alle nove la seconda. Il resto è copertura televisiva totale dell’evento e dello storytelling sui “cattivi”, così come sui social media. Dichiarazioni politiche. Monumenti colorati di nero, di giallo e di rosso, la bandiera belga.

obama (7)Proprio l’altro ieri Obama – troppo buono com’è – diceva di avere “seppellito” la guerra fredda facendo pace con Cuba.

Noi preferivamo i tempi nei quali la guerra fredda si combatteva tra gli americani e i russi senza il bisogno di mettere in piedi tutto questo ambaradan. Tutto questo bataclan.

Preferivamo presidenti con gli attributi che – anziché permettere questo genere di cose – preferivano puntarsi missili a vicenda di fronte alla Baia dei Porci. Se proprio si deve combattere la guerra fredda, che si combatta come allora.

E invece Obama – che si è fatto comprare i debiti dalla Cina, il gas dalla Russia, il petrolio e le bombe dall’Iran – purtroppo è rimasto con in mano soltanto il potere di prendere un aereo per fare visite vintage ai cubani.

Per il resto c’è un vuoto di potere che viene colmato così, come vi ho descritto, un’asta non dichiarata e una guerra mondiale a pezzi, una lotta senza quartiere alla ricerca di una leadership definitiva del secolo cominciato dall’attentato delle Torri Gemelle. Una strategia della tensione di tipo globale, ora giunta purtroppo alla sua fase culminante più distruttiva, dolorosa e ingiusta nei confronti di chi lascia il sangue in metrò.

È cambiato anche il modo di controllare il popolo e i suoi umori: oggigiorno i cittadini hanno più accesso alle informazioni attraverso la tecnologia, e diventa sempre più complesso influenzare i loro stati d’animo. Per questo si devono adottare queste maniere forti. Si dev’entrare dentro il modo attuale di comunicare, non bastano più solo panem circenses. Questi sono ragionamenti che il Potere purtroppo è costretto a fare.

Questa è dunque la lettura. In quanto alla soluzione be’… non è una soluzione immediata. Bisogna entrare nelle viscere del Potere per farlo cambiare dal di-dentro. Qualche grande uomo c’è riuscito: uno, tanto tempo fa, è stato così bravo e di valore da sconfiggere il potere nonostante sia morto in croce. La soluzione vera è ispirarsi all’esempio di uomini grandi così.

Salvatore-Todaro_avatar_1378053232-100x100 Salvatore Todaro

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