Senso e dinamiche di Potere a 30 anni di web

Amati Lettori,

sono passati 30 anni dall’avvento di Internet e – al di là delle celebrazioni e/o dalle suggestioni che ne derivano – bisogna veramente concentrarsi sul senso di questi 30 anni: perché Internet non è stata una delle tante invenzioni, ma rappresenta una di quelle cose che hanno concretamente cambiato il mondo.

Innanzi tutto, se usiamo la parola “Internet” stiamo commettendo un grossissimo e grossolano errore. La parola “Internet”, infatti, serve per parlare di un browser: ma oggi tanti NON usano Internet, bensì Google Chrome o Safari. La parola che ha cambiato il mondo è dunque il “web”, non “internet”. Cioè la rete.

Questa è una questione di parole che sanno in pochi. Noi oggi stiamo parlando dei 30 anni del “web”, sbagliamo se lo chiamiamo “Internet”.

internet 1Fatta questa premessa, concentriamoci sul concetto di rete, che non esisteva fino al 1986.

Fino al 1986, dal punto di vista dei destinatari, esistevano canali lineari, specifici e ben orientati di comunicazione. Sia che si parlasse con un solo destinatario per mezzo del “telefono”, sia che si parlasse a più destinatari per mezzo della “televisione”. tutto era perfettamente definito.

Fino al 1986, ancor più definito era l’aspetto dei dati. Sia i piccoli sia i grandi dati erano tutti trasmessi nei dossier, nei libri, nelle risorse materiali: non esisteva niente di condiviso, né i più importanti segreti della Terra né il nozionismo da enciclopedia.

E ancora: fino al 1986 un concetto come quello di “social media” non poteva nemmeno essere concepito.

Ebbene: sul passaggio delle comunicazioni, delle informazioni e della conoscenza – e dunque della verità – il Potere fonda tutto ciò che gli compete. Dunque parlando dei trent’anni del web, noi stiamo parlando di qualcosa che può arrivare a essere più importante persino degli eserciti o del denaro.

internet 3La domanda è: perché il Potere ha fatto diffondere la rete? Gli è stato conveniente? Perché non ha bloccato sul nascere questa cosa che poteva far cadere così tante garanzie?

La risposta è ontologica: a fronte di una scoperta scientifica così grande, prorompente, frutto del progresso dell’uomo, il Potere sa di non riuscire a bloccare nel medio-lungo termine la forza di una scoperta nuova, della verità.

Regola del potere non è bloccare un progresso naturale. Ma è impadronirsi e gestire quel progresso naturale.

Dopo le prime scoperte che risalgono agli anni 60, il potere ha capito che – anziché bloccare questo inevitabile progresso naturale – bisognava porsi come obiettivo quello di gestire la rete, usarla per tenere sotto controllo i cittadini, e impedire le rivoluzioni attraverso la comunicazione.

La generazione di chi è nato nell’86 così come quella precedente, cioè quella di chi nell’86 è diventato padre, hanno completamente mutato il modo di approcciarsi alla comunicazione: a queste generazioni non si può più raccontare una realtà che va per compartimenti stagni, queste generazioni possono accedere a caterve d’informazioni con un clic.

bruxelles-atomiumMa – nello stesso tempo – noi possiamo dire che il Potere ci abbia guadagnato molto da questa operazione. Il Potere – grazie al web – possiede i dati di tutto ciò che piace, di tutto ciò che acquieta, di tutto ciò che contraddistingue gli abitanti del pianeta, e questo è possibile proprio grazie al fatto che il web si è diffuso fra il grande pubblico.

Anche nelle più private azioni, ormai tutti possiamo essere controllati attraverso ciò che cerchiamo, le mail, le nostre conversazioni.

Ecco che quindi la rete, se da un lato ha rappresentato un vantaggio per i cittadini normali e uno svantaggio di controllo per il potere, dall’altro lato – in modo assolutamente ribaltato – diventa una diminuzione della libertà per i cittadini normali e un aumento di controllo del potere totale su tutti gli aspetti.

Ecco che i cittadini diventano – ancor più di prima dell’esistenza della rete – assolutamente condizionabili dalla pubblicità e dalla politica, che impediscono di arrivare in ultima istanza alla rivoluzione. Ci si deve rendere conto di come questa sia la più totale garanzia del Potere, che riesce a controllare sempre più capillarmente tutti noi e a influenzarci.

I 30 anni hanno rappresentato questo. Certo è migliorata qualità vita di tutti noi, la possibilità di studiare e di lavorare, ma sono tutte cose che dobbiamo considerare alla luce dell’altro lato della medaglia.

mondoChiudiamo accennando alla lotta interna del Potere contro se stesso, delle dinamiche geopolitiche in gioco.

La questione del web ha mosso equilibri non da poco.

Nel 1986 l’Occidente era assolutamente consapevole che la compravendita del petrolio avrebbe arricchito alla lunga gli arabi, che la compravendita del gas avrebbe arricchito alla lunga i russi, e che la Cina stava facendo di tutto per poter crescere economicamente. Nel 1986 l’Occidente sapeva che la situazione sarebbe diventata sempre più critica col passare del tempo.

Ebbene: per l’Occidente il web rappresentava un asso nella manica non da poco nei confronti di questi poteri emergenti orientali. Cavi, infrastrutture wifi, server, computer, sono tutti in mano all’Occidente. L’Occidente ha in mano tutte le linee telefoniche e i più importanti elaboratori dei dati, così come – negli ultimi anni – l’ulteriore rivoluzione rappresentata da Facebook e prima ancora da Google, Apple, Microsoft.

Se dunque la Russia può “spegnere” il gas, la Cina può “spegnere” i soldi, gli arabi possono “spegnere” il petrolio, ecco che l’Occidente può “spegnere” il web. Non solo: ancora oggi l’Occidente possiede i dati, le conversazioni, i segreti di tutti i cittadini, compresi russi, cinesi e arabi.

Il potere del web è saldamente nelle mani dell’Occidente. Questo è fondamentale per la conservazione del Potere non solo in senso assoluto, ma pure nei confronti degli avversari interni.

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Stefania Barcella

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