La politica e Milano secondo Benassati: l’intervista

È un vero piacere quando una persona di fiducia decide di scendere in politica: perché c’è bisogno di persone serie in politica, persone di cui ci si può fidare, persone che riconoscono il senso alto di questa vecchia parola – “politica” per l’appunto – che rimanda etimologicamente all’amministrazione della “polis”, cioè della “città”, cioè di ciò che abbiamo in comune.

Federico Benassati è un giovane, ha 26 anni, e ancora molto da imparare, vivere, attraversare. Voi lettori lo conoscete perché tiene sul nostro giornale una rubrica – “La famiglia vale la pena” – in cui analizza i temi della famiglia, per l’appunto. Nel corso del tempo ne ha cercato di far emergere i bisogni, l’evoluzione, l’importanza.

E poi lo conoscete perché con Italia Post siamo stati media partner di “Vivimi”, l’associazione da lui fondata e presieduta, in diversi eventi che ci hanno visti protagonisti.

Oggi Benassati si candida in uno dei Consigli di Zona – ora chiamati Municipi – ed esattamente nel Municipio Uno, quello del centro, a Milano.

fb1Perché Federico?
- Perché voglio costruire le cose, voglio concretizzarle. In questi anni di associazionismo sono riuscito a portare avanti molte idee, ma soltanto la politica può trasformarle in fatti.

Dunque tu hai ancora fiducia nella politica.
- Sì, assolutamente. Capisco il fatto che l’antipolitica si stia diffondendo a macchia d’olio, capisco che molti si ritengono delusi dalla politica. Ma credo pure che la “buona politica” possa esistere ancora, e vorrei essere protagonista della buona politica.

Ma un giovane di 26 anni che ruolo può svolgere? Tu pensi veramente di riuscire a essere ascoltato se dovessi esser eletto?
- Si deve pur cominciare. Io cercherò di portare con me tanti altri della mia età, circondarmi della mia generazione, fare in modo che questa generazione possa dire la propria, possa dirla davvero.

Ti candidi con Forza Italia, e dunque sostieni candidato sindaco Parisi. Ma che differenza c’è col candidato del centro-sinistra, Sala? Sono due grandi manager tutti e due…
Ma Parisi è anche un imprenditore. Questo secondo me fa la differenza. Sala è stato uno che ha sempre gestito il denaro degli altri, Parisi ha invece messo a rischio il proprio.

Se guardo Milano cinque anni dopo, vedo la fotografia di una città che ha pure tanti cambiamenti positivi. Tu non la pensi così…?
- Penso che l’amministrazione di Pisapia sia stata molto brava nel tagliare i nastri. Però molte delle cose positive che tu vedi, come le infrastrutture ad esempio, erano state preparate dalla giunta precedente, quella della Moratti.

Federico Benassati col candidato sindaco del centro-destra, Stefano Parisi

Federico Benassati col candidato sindaco del centro-destra, Stefano Parisi

E invece tu vedi molte cose negative. Durante la tua campagna parli del degrado, mancanza di sicurezza e diverse inesattezze.
- Io credo che l’errore dell’amministrazione di Pisapia sia stato quello di fare finta d’essere un insegnante. Ha preso troppi provvedimenti di tipo ideologico, mentre ha invece ascoltato poco i bisogni richiesti dai cittadini. Faccio un esempio: ha voluto “insegnare”, imporre, le piste ciclabili, ma poi le ha costruite malamente, senza capo né coda, come la pista dannosa e inutile di Porta Venezia.

Ti candidi nel Municipio 1, quello del centro. E i cittadini del centro si lamentano soprattutto di Area C, la tassa che devono pagare per poter entrare con l’auto. Ma “Ecopass” della Moratti non era la stessa cosa?
- No: perché la struttura dell’Ecopass prevedeva una vera difesa dell’ambiente, una vera lotta dell’inquinamento, potevi entrare solo se non avevi un’auto inquinante… mentre Area C rappresenta solo una gabella, se paghi puoi tranquillamente inquinare… dunque che senso ha?

Ti stai anche occupando di situazioni specifiche all’interno di alcuni quartieri. Ad esempio Papiniano…
- Sì: qui c’è il noto mercato, ma purtroppo è tutto abbandonato a se stesso. Pare che persone rom bivacchino fino a notte vicino alla stazione della metro di Sant’Agostino, residui e odori restano per tutto il tempo.

Degrado che hai trovato anche a Crocetta…
- Sì: basti andare a fare un giro in via La Marmora, per potersi rendere conto di come, a fronte di case che costano anche 20 mila euro al metro cubo, vi sia una totale inadempienza delle condizioni di abitabilità della strada.

E il traffico di Santa Marta…
- Un altro quartiere centralissimo, eppure preda dell’incapacità di ascoltare dell’amministrazione: che ha chiuso le vie limitrofe, però facendo congestionare il traffico qui.

fb2Chi mostra i problemi deve anche proporre soluzioni.
- Certo. Il degrado si combatte col potenziamento delle forze dell’ordine. Il degrado si combatte rendendo le zone della città non deserte, ma invece abitate, frequentate, ricche di locali e luoghi di aggregazione. Si devono generare queste condizioni.

Un consiglio di Municipio può svolgere un ruolo costruttivo e concreto in questo senso?
- Certo che sì. Le cose che ho sottolineato sono a conoscenza di Filippo Jarach, candidato presidente di Municipio (nella foto qui a fianco), e del candidato sindaco Parisi: lui ha davvero intenzione di occuparsi dei problemi se eletto.

La sfida sembra tra Sala e Parisi. Dunque niente Movimento Cinque Stelle a Milano.
- Perché la gente ci crede ancora. Crede ancora nelle capacità della politica. Per questo non dobbiamo più deluderla. Ho 26 anni, ma mi sento in grado sin da ora di promettere che non li deluderemo.

Nel video seguente alcune immagini del nostro incontro, a cura di Francesca Dargenio.

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