Venti squadre per venti giudizi: pagelle degli esami di Paolo Nicoli

“Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla, come i pini di Roma la vita non li spezza, questa notte è ancora nostra, come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati” – sono parole che dette così sembrano essere state rubate da quelle pagine consumate di quei diari segreti che tanto andavano di moda parecchi anni fa, perché parlano di un estratto di vita comune. No, non si fa fatica a pensarli racchiusi e custoditi da quel lucchetto con cui si era soliti sigillare il tutto, dato che il mondo all’esterno non doveva sapere nulla.

No, non dovevano arrivare i loro occhi su quelle parole che sono un pezzo di cuore messe nero su bianco da una di quelle mani che sembrano guidate da una mente superiore, perché stiamo parlando di un certo Antonello Venditti. Dicesi, un bipede senziente a cui il creatore ha concesso un dono ed è quello di essere un fabbricante di emozioni, che guarda il mondo con i suoi occhi e riesce a ricrearlo in maniera magnifica portando la magia su un pentagramma. No, non è una cosa di poco conto, ma è la realtà e quelle parole non sono altro che questo.

Un qualcosa che tutti abbiamo vissuto, eppure solo lui è riuscito a trovare le note giuste per trasformarle in una canzone che avrà anche i suoi anni, eppure non passa mai di moda. Del resto, parla di un qualcosa che si ripete con una discreta continuità, in quanto tutti hanno, prima o poi, la loro “Notte prima degli esami”. Sì, Antonello Venditti ne ha accompagnate parecchie da quel lontano marzo del 1984, tanto da diventare addirittura il titolo di diverse adattazioni per il grande o piccolo schermo. Sì, di passere di moda “non s’ha da fare”, ma può anche capitare che per una volta quelle note servano per far trascorrere il tempo di chi ha una notte dopo la fine del campionato da vivere.

D’altronde, come canta il buon Antonello è vero che “certo, qualcuno te lo sei portato via” e si riferisce ovviamente al pallone che non sarà più il protagonista delle nostre domeniche pomeriggio. Già, il campionato è finito ed è tempo di mettersi comodi per guardare quegli esami chiamate giornate che qualche verdetto lo hanno anche emesso.

Massimiliano Allegri

Sì, li passa a pieni voti quel Massimiliano Allegri che nelle prime dieci giornate era finito sempre dietro la lavagna, ma è proprio da lì che piano, piano è partita la sua rincorsa che lo ha portato a fare qualcosa di storico, oltre che strappare un nove che si merita appieno.

Per il dieci con la lode c’è ancora tempo, visto che l’impero bianconero vivrà fra qualche giorno la sua notte prima dell’esame dell’Olimpico per un Coppa Italia che, se messa in bacheca, sarebbe la ciliegina sulla torta.

No, non è uscita male nemmeno quella del mastro pasticciere Sarri, perché riporta il Napoli in Champions, giocando a tratti un calcio piacevole. Peccato, però, che il suo compito in classe sia stato rovinato da quel suo compaesano toscano che si è presentato più preparato di lui.

Completamente impreparata, invece, è stata la Roma che è partita per prendere il voto più alto e si è trovata a Natale clamorosamente bocciata. Semplicemente, tardivo l’intervento di richiamare lo studente Luciano dal quell’erasmus in Russia dove ha imparato a vincere.

sarri-mancini

Non vince e non convince l’Inter di Roberto Mancini che passa senza problemi l’esame dello stile, ma nel calcio serve altro.

Serviva sicuramente una rosa più ampia a quella Viola suonata divinamente da Paulo Sousa, eppure non è bastata una prima parte incredibile per convincere la dirigenza dei Della Valle a intervenire sul mercato.

Si interviene, invece, da Reggio Emilia per dire che nel calcio dei grandi il Sassuolo ci sta davvero bene, ma questo è quello che si meritano quando semini bene in precedenza.

Del resto, serve tempo per raccogliere i frutti ed è un qualcosa che al Milan non conoscono nella maniera più assoluta, perché da quelle parti vogliono tutto e subito. Silvio Berlusconi calza i panni di Don Rodrigo e il matrimonio con un progetto serio “non s’ha da fare” con il cambio Mihajlovic-Brocchi che grida vendetta.

Urla tutta la sua voglia di restare anche Simone Inzaghi che poi così male non ha fatto, ma le notti prima degli esami con Lotito sono parecchie e la vita è dura su quella sponda del Tevere.

Meravigliosa è quella sulla parte di Adige dove sono tornati a volare i noti “Mussi voltanti” che mettono cinquanta punti in cascina, rinunciando a gennaio al loro attaccante migliore. Hanno rinunciato al migliore allenatore in Toscana, ma Corsi mastica calcio come pochi e ha puntato tutto su Giampaolo tra lo scetticismo generale, motivo per cui urlare “cassa” oggi è ancora più bello.

Come sempre bello è il Genoa di quel Gasperini, che deve superare l’esame Preziosi che si diverte a soffiare sul castello di carta magistralmente costruito dal suo allenatore, ma quando si è maestri del gioco è tutto più facile. Leggermente difficile è stata la stagione di Ventura, ma la colpa è tutta sua, in quanto aveva abituato i suoi tifosi troppo bene.

Come bene ha fatto Reja che ha salvato l’Atalanta troppo presto, motivo per cui si è trovata nella terra di mezzo dove le motivazioni sono venute meno. Brivido finale a parte, a Bergamo si sono divertiti ed è lo stesso che ha fatto un bergamasco a Bologna: siamo tutti curiosi di capire come supererà gli esami della prossima annata quel Roberto Donadoni che ha preso una squadra spacciata e la resa una macchina perfetta in grado di fermare il Napoli e banchettare a San Siro.

Decisamente di poche portate è stato il simposio della Sampdoria con Ferrero che ha cambiato lo chef senza, però, cambiare di molto la qualità delle portate. Ha cambiato eccome, invece, Maurizio Zamparini e per poco non combina la frittata di una retrocessione meritata solo per lui, perché il pubblico della bella Palermo avrebbe bisogno di un’altra figura sul punto più alto della propria piramide. Piedistallo dal quale è sceso Antonio Di Natale non senza regalare le giuste emozioni nell’ultimo esame di una carriera incredibile.

Come è, fortunatamente, incredibile il fatto che Carpi e Frosinone siano retrocesse tra gli applausi, perché queste cose di solito accadano sempre in altre notti sotto altri cieli. Sicuramente scuro è quello sopra Verona, ma le nubi sono state scacciate da una squadra che ha onorato il campionato fino all’ultimo minuto.

conteSì, la notte dopo la fine del campionato è passata, mentre è arrivata anche l’assoluzione per Antonio Conte. Il quale sgravato dal peso di tale sentenza ha diramato una lista di stagisti sicuramente interessanti, perché si sceglie di premiare chi è forma anche se Giovinco, forse, avrebbe meritato una possibilità. No, non passa l’esame anche se in MLS sta dominando in più di una notte, ma la “Formica Atomica” dovrà accontentarsi di essere spettatore delle notti magiche inseguendo un gol sotto il cielo di un’estate francese.

Sì, perché queste sono quelle che aspettano tutti i devoti del pallone, non solo i “quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla”. Insomma, prepariamoci a diverse serate molto interessanti.

paolo-nicoliPaolo Nicoli

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