LA GUERRA MONDIALE A PEZZI. Giornate che appaiono decisive per le sorti degli equilibri militari: nel teatro dell’Iraq l’esercito governativo è riuscito a entrare a Falluja, nel teatro della Siria l’esercito curdo prova la penetrazione a Raqqa e MSF denuncia ancora bombe su ospedali, nel teatro della Libia si combatte a Sirte

Il punto sulla lotta all'ISIS in Iraq, Siria e Libia

Il punto sulla lotta all’ISIS in Iraq, Siria e Libia

Dal fronte in cui si combatte la guerra al terrorismo arrivano notizie di difficoltà per i miliziani dello Stato Islamico.

Iraq. L’offensiva lanciata dall’esercito iracheno, che ieri è entrato a Falluja, conferma le difficoltà militari del Califfato. In risposta all’offensiva governativa su Falluja, i miliziani dell’ISIS hanno lanciato un contrattacco a Hit, a nord-ovest di Ramadi. L’ISIS ha finora subito le peggiori sconfitte proprio in Iraq, il Paese dove è nato e dove nel giugno del 2014 ha compiuto una fulminea avanzata che l’ha portato ad impadronirsi di circa un terzo del territorio nazionale, compresa Mosul, che è diventata la sua roccaforte irachena. Ad Aprile il segretario di Stato americano John Kerry ha detto che l’ISIS ha perso in Iraq il 40% dei territori che aveva conquistato anche se continuano a controllare l’intera provincia di Ninive, nel nord, con capoluogo Mosul, e la provincia occidentale di Al Anbar.

Siria. Ad Aleppo i jihadisti hanno compiuto un’avanzata contro le posizioni dei ribelli anti-governativi in direzione della Turchia, penetrando anche nella cittadina di Marea. A Raqqa, le Forze democratiche siriane, una coalizione di ribelli guidata dai curdi, hanno cominciato ad attaccare l’ISIS a nord, secondo gli esperti la conquista della città da parte dei curdi potrebbe alimentare il conflitto tra le varie comunità della Siria.

Lo Stato islamico, comunque, continua a controllare gran parte del nord della Siria, lungo la valle dell’Eufrate, e vaste porzioni di territorio intorno a Palmira, riconquistata dall’esercito siriano nel marzo scorso.

Secondo Michiel Hofman, di Medici senza frontiere, alcuni paesi che siedono nel Consiglio di sicurezza dell’ONU sono complici di violazioni del diritto bellico, sempre più frequenti. L’ultimo caso il 30 Maggio a Idlib, nel nord della Siria, dove un ospedale è stato colpito nel corso di una serie di raid aerei che hanno causato almeno 23 morti. Gli attacchi sono stati attribuiti all’aviazione russa.

Libia. In corso due offensive contro Sirte. Una è condotta da ovest e sud da milizie di Misurata fedeli al nascente governo di unità nazionale del premier Fayez Al Sarraj. L’altra è stata lanciata contro Bin Jawad, 160 chilometri a est di Sirte, riconquistata ieri dalle Guardie delle installazioni petrolifere. Ieri Martin Kobler, inviato dell’ONU per la Libia, ha stimato a circa 3 mila i miliziani dell’ISIS nella regione di Sirte e circa 2 mila nel resto della Siria.

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