Ripercorrere la Francia, per capire il Senso della condizione occidentale

Amati Lettori,

oggi è il caso di parlare della Francia: perché tutta la Stagione è ruotata intorno a quello che succede nella nostra nazione confinante. Questo non è assolutamente un caso, pertanto è necessario coglierne il senso per capire meglio come sta girando il mondo.

Prima di tutto, quattro premesse: una politica, una economica, una ecologica ed una sociale.

parigi 1512Dal punto di vista politico, la Francia è uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU, quindi è attualmente uno dei cinque Paesi di tutto il mondo che hanno l’oggettivo potere decisionale su tutto il resto del mondo. Ricordiamo che questi Paesi sono i vincitori della seconda guerra mondiale: Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Russia e Cina. Di questi cinque, gli occidentali sono solo tre – Stati Uniti, Inghilterra e Francia – e di questi la Francia è l’unico che fa parte anche dell’euro.

Dal punto di vista economico, se andiamo a misurare il potere decisionale all’interno della BCE, entra in gioco la Germania, Paese che ha messo i maggiori fondi e che ha quindi il potere economico maggiore. Anche in questo caso, dunque, la Francia è al secondo posto, ma in più – rispetto alla Germania – fa parte, come ricordavamo prima, del Consiglio di Sicurezza ONU.

Dal punto di vista ecologico, la Francia è stata scelta come sede ufficiale della conferenza di Parigi sul clima che si è svolta in Dicembre.

Dal punto di vista sociale, va fatta un’ultima premessa. A differenza della Gran Bretagna e della Germania, ma pure della Spagna e dell’Italia – che sono altre due protagoniste dell’Europa – la Francia non ha una squadra di calcio che faccia sognare. Mentre la Spagna ha avuto ben due squadre in finale di Coppa dei Campioni, la Germania ha lottato col Bayern Monaco guidato da Guardiola, l’Inghilterra e l’Italia avevano squadre di grande tradizione calcistica europea, la Francia può contare solo sul PSG, che però nel proprio campionato non ha rivali (tant’è che ha vinto con 7 giornate d’anticipo…) e che in Europa non ha speranze.

Fatte queste premesse politiche, economiche, ecologiche e sociali, arriviamo alla stagione 2015/16 che sta volgendo al termine.

bataclanTutto è cominciato venerdì 13 Novembre 2015, con gli attentati al Bataclan che hanno impressionato tutto il mondo. Li abbiamo analizzati a suo tempo, ora a mesi di distanza possiamo dire che hanno imposto prepotentemente all’attenzione l’idea che la nostra sicurezza possa essere messa in pericolo da un momento all’altro.

In quei giorni era la Francia al centro del mondo, l’inno della marsigliese risuonava ovunque, era diventato una sorta di inno mondiale.

Dopo questa estrema operazione di comunicazione, la Francia ha varato leggi speciali apparentemente contro il terrorismo, in verità per determinare l’aumento del controllo nei confronti dei cittadini.

E in tutti gli Stati occidentali è tornato ad accendersi pure d’inverno il tema delle frontiere: apparentemente per porre un argine alla migrazione, in verità per la riaffermazione della propria sovranità statale.

Anche dal punto di vista economico, apparentemente in virtù del trattamento riservato ai migranti, l’Italia, la Grecia e persino la Turchia (che non fa parte dell’UE) hanno ottenuto compensazioni e la cosiddetta flessibilità.

Tutto questo discende sempre da quel 13 Novembre avvenuto in Francia: il grande pretesto terroristico ha permesso al Potere di aumentare il controllo (e i debiti) e di essere legittimato nel farlo.

hollande 3003Nonostante tutto questo, il Potere non è riuscito fino in fondo a distrarre il Popolo: non si è riusciti ad impedire al popolo di scendere in piazza contro il decreto sul lavoro del governo Valls.

Ci hanno provato in tutta la Stagione, eppure il tema del lavoro è stato così forte e sentito dall’universo dei sindacati, dall’universo dei giovani e dall’universo dei partiti all’opposizione, che alla fine il governo non è riuscito a farlo passare in tempo, e oggi le proteste per il decreto sul lavoro sono in prima pagina nonostante quell’onda lunga che si è cercato di mettere in piedi.

È estremamente significativo, perché leggi come quella del Jobs Act sono estremamente fondamentali per la tenuta dell’economia occidentale in crisi: è necessario che gli Stati facciano accettare queste leggi inaccettabili, altrimenti l’economia non tiene. Se l’Italia – con la capacità comunicativa di Renzi – c’è riuscita, la Francia – nonostante abbia cercato di farlo con le cattive, e nonostante abbia spostato tutta la comunicazione sul tema di sicurezza, terrorismo e migranti – non c’è riuscita, e se oggi Hollande vuole approvarla deve farlo fra le proteste di tutti.

Quello che accade in Francia è estremamente significativo. Nel giro di un anno vedremo se il potere tradizionale riuscirà a sopravvivere, perché ci saranno le presidenziali e l’obiettivo è quello di non fare andare al potere gli euroscettici di Le Pen.

franciaEd è altresì significativo che proprio in Francia, proprio nella Francia della conferenza sul clima che aveva portato i disequilibri ecologici nelle prime pagine globali, una delle maggiori conseguenze di quei disequilibri – cioè il dissesto idrogeologico – stia portando dei morti, metro chiuse (persino la centralissima stazione della metro di Cluny/La Sorbonne, nei pressi della storica università), musei in stato di allerta con opere evacuate: parliamo del Louvre e del Musée d’Orsay.

E arriviamo alla fine della stagione con gli Europei di calcio. Il calcio non è soltanto uno sport, ma un grande tema sociale: milioni e milioni di persone, anche quelle che vanno a protestare in piazza o a votare, mettono nelle proprie agende le partite di calcio. Il calcio è lo sport per eccellenza, è uno dei modi e dei nodi con cui gran parte delle persone passa una parte del proprio tempo libero. Nella propria squadra del cuore molti si riconoscono e legano parte dei propri ricordi personali.

Il calcio conta a tal punto che la sua credibilità non deve mai essere minata, tant’è vero che qualunque scandalo calcistico arriva a sentenza nel giro di pochissimo tempo e con decisioni drastiche e immediate. Il calcio è veramente importante per tanti individui in Europa: è una sorta di “catarsi” collettiva. Nell’antica Grecia, tale “catarsi” avveniva in occasione delle Olimpiadi: per lo sport si fermavano addirittura le guerre.

Ora non si tratta più di fermare le guerre, ma gli eventi calcistici riescono a scandire la vita delle persone in modo da permettere al Potere di rimettere ordine.

La Francia era l’anello debole della catena, come abbiamo detto prima non riesce a raggiungere nel calcio certi livelli d’intensità, e questo poi ricade nel sociale. Uno degli attentati terroristici si è svolto al di fuori dello stadio, mentre era in corso una partita della nazionale, e gli Europei 2016 saranno in Francia, dal 10 Giugno al 10 Luglio: quasi come a voler richiamare all’ordine il popolo francese.

Quindi ebbene: in questa parabola francese – che abbiamo rivissuto attraverso la politica, l’economia, l’ecologia e il calcio – andiamo a riconoscere la parabola di tutti gli Stati occidentali e i temi che hanno contraddistinto tutta la Stagione dell’Occidente. Una condizione occidentale, quella che stiamo vivendo, rappresentata in modo eclatante nelle vicende avvenute nella nostra confinante Francia.

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Stefania Barcella

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